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Dott.ssa Filomena Petrazzuolo - Psicologa Psicoterapeuta - Dott.ssa Filomena Petrazzuolo - Psicologa Psicoterapeuta

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L'anoressia


Nella quarta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-IV) l'anoressia nervosa (o Anoressia mentale) è un disturbo in cui il paziente rifiuta di mantenere un peso entro i limiti inferiori del normale, da un'intensa paura di aumentare di peso e da un'interpretazione significativamente errata del proprio corpo e della propria forma. L'anoressia nervosa è pertanto caratterizzata da un grave disturbo dell'immagine corporea e da una ricerca inflessibile della magrezza, fino al punto di giungere all'inedia. Il disturbo è noto da molti decenni e presenta una notevole uniformità nelle varie persone. E' molto più frequente nelle donne che negli uomini e di solito esordisce nell'adolescenza. Si ipotizza che le giovani affette da tale disturbo presentino un problema psicologico sottostante, quale un conflitto relativo alla transizione fra l'adolescenza e l'età adulta.

Sembra che l'anoressia nervosa sia una reazione alla richiesta posta alle adolescenti di essere più indipendenti e di intensificare le loro attività sociali e sessuali. Le pazienti affette sostituiscono la loro preoccupazione per il cibo e l'ingrassare, che è simile a un'ossessione, alle altre, normali, preoccupazioni adolescenziali.

Tipicamente le pazienti con anoressia nervosa mancano di senso di autonomia e di individualità. Il deprivarsi del cibo può rappresentare un tentativo di essere considerate persone uniche e speciali. La paziente anoressica può sviluppare un senso di autonomia e individualità solo attraverso atti di straordinaria autodisciplina.


I terapeuti che trattano le pazienti con anoressia nervosa generalmente concordano sul fatto che queste giovani non sono in grado di separarsi psicologicamente dalle loro madri. Il corpo può essere avvertito come se fosse abitato da una madre introiettata, invadente e non empatica.

La deprivazione del cibo può avere il significato inconscio di arrestare la crescita dell'oggetto interno invadente e di conseguenza di distruggerlo.


tratto da: www.inpsico.org



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